Nella recente pronuncia la Corte ha confermato che le agevolazioni e le esenzioni non possono essere invocate se non ci sono prove concrete dei presupposti.
La sentenza della Corte di Cassazione Sezione lavoro n.22060/2025 privilegia la certezza e la trasparenza nei rapporti contributivi, poichè le agevolazioni e le esenzioni non possono essere invocate senza la prova concreta dei presupposti.
Per le imprese ciò significa adottare un approccio prudente e rafforzare le compilance contributive, anche con audit interni e un supporto legale specializzato.
Chi invoca un regime agevolato o un’esenzione deve provare la ricorrenza dei presupposti.
Nel caso proposto vi è stato accertamento da parte dell’INPS verso una società, cui veniva richiesto il pagamento dei contributi per un collaboratore con anzianità contributiva anteriore al 1 gennaio 1996.
Il datore di lavoro deve dimostrare i presupposti per l’applicazione del cosidetto “massimale contributivo” ex art.2,co.18 l.335/1995, o la sussistenza di condizioni che possano giustificare l’esclusione o la riduzione delle sanzioni.
Avv.Marco Zarra

