La Corte di Cassazione Sezione Lavoro, sentenza n.3607 del 18 giugno 2025 ha affermato che il datore di lavoro può ricorrere a mezzi investigativi privati per finalità difensive, come accertare condotte illecite del lavoratore, purchè non si tratti di un monitoraggio indiscriminato e continuativo della prestazione lavorativa.
Il datore di lavoro ha incaricato un’agenzia investigativa privata al fine di monitorare il dipendente, sospettato di aver utilizzato indebitamente l’autovettura aziendale per motivi personali.
La Suprema Corte ha ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa poiché il comportamento rileva come grave inadempimento contrattuale, incrinando la fiducia necessaria tra le parti.
Se il controllo tende a tutelare gli interessi aziendali scaturenti da un fatto specifico, ogni verifica deve essere tollerata soltanto se è proporzionata alla necessità di accertare violazioni, deve essere sempre tutelata la privacy e la dignità del lavoratore.
Qualora le indagini siano finalizzate, proporzionate e limitate all’accertamento di condotte illecite, è confermata la legittimazione al licenziamento fondato su giusta causa, viene pertanto confermato il licenziamento e la sua legittimità se sussistono gravi violazioni contrattuali comprovate anche tramite controllo investigativo privato.
Avv.Marco Zarra